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- Confiscati beni per 4,7 milioni di euro a imprenditori agricoli padovani.
- Sequestro conservativo di 3,9 milioni di euro per danno erariale in Veneto.
- Sequestrati beni per 1.137.000 euro in Campania a 14 persone.
- Truffe per circa 150mila euro scoperte tra Veneto e Lombardia.
Le persone sotto inchiesta devono rispondere, a seconda dei casi, di associazione a scopo di delinquere finalizzata alla perpetrazione di frodi ingenti a danno dell’Unione Europea, reati contro la pubblica amministrazione, segnatamente corruzione, e falsificazione di documenti.
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Le frodi ai danni dell’Unione Europea nel settore agricolo continuano a destare preoccupazione, con nuove indagini e sequestri che mettono in luce un sistema di illeciti ben radicato. Recenti operazioni della Guardia di Finanza e dei Carabinieri hanno portato alla luce diverse truffe, con beni confiscati per milioni di euro e numerosi indagati. Questi eventi sollevano interrogativi sulla gestione dei fondi europei destinati all’agricoltura e sulla necessità di rafforzare i controlli per prevenire tali frodi.
Confisca di beni per milioni di euro in Veneto e altre regioni
In Veneto e in altre regioni, un’azione di confisca di beni per svariati milioni di euro è stata intrapresa. La Guardia di Finanza di Padova ha attuato un provvedimento di confisca, superando i 4,7 milioni di euro in valore, nei confronti di quattro imprenditori agricoli padovani, la cui condanna per truffa aggravata ai danni dell’Unione Europea è divenuta definitiva.
Le indagini, condotte sotto la supervisione della Procura della Repubblica, hanno svelato un meccanismo fraudolento che, tra il 2015 e il 2020, ha permesso a sei imprese agricole situate nelle province di Padova, L’Aquila e Perugia di appropriarsi indebitamente di sussidi dal Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (FEAGA).
Le pene per i quattro responsabili variano tra 1 anno e 8 mesi e 2 anni e 8 mesi di reclusione, confermate dalla Corte d’Appello di Venezia e dalla Cassazione. Le verifiche patrimoniali hanno consentito l’acquisizione da parte dello Stato di beni per circa 3,3 milioni di euro, inclusi partecipazioni societarie, risorse finanziarie, polizze assicurative, immobili, terreni e un’intera proprietà aziendale.
Gli accertamenti investigativi hanno dimostrato che i soggetti condannati avevano ingegnosamente inserito nel settore agricolo due “giovani agricoltori” fittizi, con l’unico scopo di ottenere incentivi destinati a chi avviava nuove imprese. Gli incentivi così acquisiti venivano poi reindirizzati, tramite fusioni aziendali e transazioni simulate, agli imprenditori padovani, che hanno ricevuto complessivamente 4,7 milioni di euro in contributi europei.
La Procura regionale della Corte dei Conti del Veneto ha imposto un sequestro conservativo di 3,9 milioni di euro ai responsabili per il danno erariale causato, mentre gli enti preposti ai pagamenti procederanno al recupero delle somme percepite illecitamente.
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Sequestri e indagini in Campania
Un’altra inchiesta, condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, ha portato al sequestro di beni per un valore complessivo di 1 milione e 137mila euro a 14 persone, nell’ambito di un’indagine su fondi europei per l’agricoltura percepiti indebitamente. Le persone sotto inchiesta devono rispondere, a seconda dei casi, di associazione a scopo di delinquere finalizzata alla perpetrazione di frodi ingenti a danno dell’Unione Europea, reati contro la pubblica amministrazione, segnatamente corruzione, e falsificazione di documenti.
L’indagine, che si è svolta tra il 2022 e il 2024, ha rivelato l’esistenza di un sodalizio criminale che, con la complicità di funzionari regionali, avrebbe ottenuto fondi europei destinati all’agricoltura e allo sviluppo rurale presentando richieste di finanziamento basate su dati inventati.
Sono state riscontrate anche casistiche di corruzione, attuate tramite l’erogazione di percentuali sui contributi ottenuti o richiesti.

Truffe nel Veneto e in Lombardia
Nel Veneto e in Lombardia, sono state scoperte nuove frodi. I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Venezia e il Nipaaf del gruppo forestale di Brescia hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo a carico di sette individui residenti nelle province di Venezia, Padova, Verona e Brescia. Questi sono sotto indagine per la loro partecipazione a truffe aggravate finalizzate all’ottenimento di finanziamenti pubblici, anche attraverso la presentazione di atti e dichiarazioni mendaci.
Nel corso dell’indagine, condotta tra il 2021 e il 2022, gli investigatori hanno raccolto numerosi elementi a carico dei sospettati. Questi, tra il 2017 e il 2022, avrebbero ricevuto svariati contributi a sostegno dell’agricoltura, erogati dall’agenzia di pagamenti Avepa, per un valore stimato complessivamente in circa 150mila euro.
Il giudice del tribunale di Padova ha inoltre ordinato il sequestro “impeditivo” dei diritti all’aiuto della PAC posseduti da due degli indagati, titolari di imprese agricole a Padova e Desenzano del Garda.
L’inchiesta verte su una serie di casi che ledono gli interessi finanziari dell’Unione Europea, riguardanti frodi non connesse ad appalti e perpetrate mediante l’utilizzo di documenti falsificati.
I sospettati, presentando documenti falsi che attestavano la proprietà di appezzamenti agricoli, alcuni dei quali demaniali, avrebbero ricevuto indebiti versamenti per circa 150mila euro dagli enti regionali del Veneto e della Lombardia. Questi fondi provenivano dai programmi europei FEAGA e FEASR, parte integrante della Politica Agricola Comune dell’Unione Europea.
Un Imperativo Etico e Economico: Salvaguardare l’Integrità dei Fondi Agricoli Europei
Le truffe ai danni dei fondi europei per l’agricoltura rappresentano un grave problema che mina la fiducia nelle istituzioni e danneggia gli agricoltori onesti. È fondamentale che le autorità competenti intensifichino i controlli e le indagini per smascherare e punire i responsabili di tali frodi. Allo stesso tempo, è necessario sensibilizzare gli agricoltori sull’importanza di segnalare eventuali irregolarità e di collaborare con le forze dell’ordine per contrastare questo fenomeno. La trasparenza e la legalità sono elementi essenziali per garantire uno sviluppo sostenibile e equo del settore agricolo europeo.
Amici, parliamoci chiaro: la terra è la nostra risorsa più preziosa. Un concetto base dell’agricoltura è la rotazione delle colture, una pratica antica che consiste nell’alternare diverse colture sullo stesso terreno per migliorare la fertilità del suolo e ridurre il rischio di malattie e parassiti. Allo stesso modo, in un’ottica di agricoltura avanzata, l’uso di sensori e droni per monitorare lo stato delle colture permette di ottimizzare l’uso delle risorse e di intervenire tempestivamente in caso di problemi.
Ma cosa c’entra tutto questo con le truffe che abbiamo visto? Beh, se ci pensate, anche la gestione dei fondi europei dovrebbe essere come una buona rotazione delle colture: un sistema trasparente e controllato che garantisca che le risorse arrivino a chi ne ha veramente bisogno e che siano utilizzate in modo efficiente e sostenibile. E se qualcuno cerca di “falsare” il sistema, è come se introducesse un parassita nel nostro campo: bisogna intervenire subito per proteggere il raccolto. Riflettiamoci su.