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Allarme sardegna: zootecnia al collasso, agricoltori disperati!

La crisi del settore zootecnico sardo si aggrava a causa della dermatite nodulare bovina, dei ritardi nei pagamenti PAC e delle decisioni drastiche: cosa sta succedendo e quali sono le possibili soluzioni?
  • Crisi: indennizzi lenti, abbattimento totale, misura sproporzionata.
  • Consiglio di Stato e TAR: contestata la gestione dell'emergenza.
  • Piano straordinario: ammasso carni bovine entro novembre.
  • Anticipi PAC: UE autorizza fino al 70%, Regione in ritardo.
  • Rischio catastrofe: agricoltura sarda verso un futuro incerto.

Il settore zootecnico sardo sta affrontando una crisi profonda, esacerbata dalla diffusione della dermatite nodulare bovina e da ciò che viene percepito come una gestione inadeguata della situazione da parte delle autorità competenti. Il Centro Studi Agricoli, con il suo presidente Tore Piana, ha espresso forte preoccupazione per la situazione degli allevatori, definendola “assurda”.

La principale critica riguarda la lentezza dei Servizi Veterinari regionali nel liquidare gli indennizzi agli allevatori colpiti dalla malattia. Questi ultimi sono costretti ad attendere la chiusura dei focolai, un processo che implica l’abbattimento totale delle mandrie, una misura considerata sproporzionata e dannosa in quanto colpisce non solo i capi infetti, ma anche quelli sani e vaccinati.

Contenzioso giuridico e urgenza d’azione

La speranza di una svolta potrebbe giungere da due significative pronunce legali: quella del Consiglio di Stato, datata 28 agosto, e la decisione del TAR Sardegna del 3 settembre, entrambe esito di azioni legali avviate da un insieme di allevatori. Questi contestano la gestione dell’emergenza e chiedono un intervento più equo e mirato.

Nel frattempo, la situazione rimane critica e il Centro Studi Agricoli sottolinea la necessità di un intervento immediato. Tore Piana ha proposto un “piano straordinario di ammasso delle carni bovine entro novembre” per evitare il crollo dei prezzi di mercato e il conseguente collasso di centinaia di aziende. Viene inoltre ribadito che per il pagamento degli indennizzi non è necessaria la regolarità contributiva Inps o il Durc, semplificando così l’accesso ai risarcimenti per gli allevatori in difficoltà.

Cosa ne pensi?
  • Forza Sardegna! 💪 Un piano di ammasso delle carni bovine... ...
  • Inaccettabile! 😡 Abbattere mandrie sane è una follia......
  • E se invece di abbattere, ci concentrassimo su... 🤔...

Ritardi nei pagamenti PAC: un’ulteriore minaccia

Oltre all’emergenza sanitaria, il Centro Studi Agricoli denuncia i “soliti ritardi” nei pagamenti PAC. L’Unione Europea ha autorizzato anticipi fino al 70% sul primo pilastro (titoli) e fino all’85% sulle misure CSR, ma la Regione Sardegna non ha ancora provveduto a erogare tali fondi. Il Centro Studi Agricoli sollecita la Regione e Argea a garantire entro ottobre gli anticipi PAC 2025 e a sbloccare i saldi PAC 2024, che molte aziende non hanno ancora ricevuto.

La combinazione di questi fattori – dermatite nodulare bovina, ritardi negli indennizzi, abbattimento indiscriminato delle mandrie e ritardi nei pagamenti PAC – crea una situazione insostenibile per il settore zootecnico sardo. Il Centro Studi Agricoli mette in guardia che, in assenza di azioni tempestive e risolutive, l’isola rischia di precipitare in una catastrofe economica e sociale di portata inedita.

Un futuro incerto: la necessità di un cambio di rotta

La situazione descritta delinea un futuro incerto per l’agricoltura sarda. La mancata liquidazione degli indennizzi, l’abbattimento indiscriminato dei capi e i ritardi nei pagamenti PAC rappresentano un peso insostenibile per gli allevatori, che rischiano di vedere compromessa la loro attività e il loro futuro. È necessario un cambio di rotta, con interventi mirati e tempestivi che supportino il settore zootecnico e garantiscano la sua sopravvivenza.

L’agricoltura è un settore complesso e delicato, che richiede attenzione e cura. Una nozione base fondamentale è la rotazione delle colture, una pratica che consiste nell’alternare diverse colture sullo stesso terreno nel corso degli anni. Questo aiuta a migliorare la fertilità del suolo, a ridurre la diffusione di malattie e parassiti e a ottimizzare l’utilizzo delle risorse idriche.

Un concetto più avanzato è l’agricoltura di precisione, che utilizza tecnologie come sensori, droni e software per monitorare le condizioni del terreno e delle colture in tempo reale. Questo permette di ottimizzare l’irrigazione, la fertilizzazione e la protezione delle piante, riducendo gli sprechi e aumentando la produttività.

Riflettiamo: l’agricoltura è un’attività che richiede passione, impegno e conoscenza. È importante che gli agricoltori siano supportati dalle istituzioni e dalla ricerca, in modo da poter affrontare le sfide del futuro e garantire la sicurezza alimentare e la sostenibilità ambientale.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)
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