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- Superficie biologica italiana: oltre 2,5 milioni di ettari nel 2024.
- 97.160 aziende impegnate nella produzione biologica.
- Vigilate più del 30% degli Organismi di controllo.
Il settore biologico italiano, un fiore all’occhiello dell’agricoltura nazionale, continua a registrare una crescita esponenziale, spinto da una domanda sempre più consapevole e orientata verso la sostenibilità ambientale e la salubrità alimentare. Nel corso del 2024, l’agricoltura biologica ha raggiunto una superficie coltivata di oltre 2,5 milioni di ettari, superando il 20% della superficie agricola utilizzata (SAU) a livello nazionale, un primato invidiabile nell’Unione Europea. A questo successo si affianca un numero crescente di operatori del settore, con 97.160 aziende impegnate nella produzione biologica. Questo dinamismo si traduce in un valore di mercato che supera i 10 miliardi di euro, considerando sia il mercato interno che l’export. Tuttavia, dietro questa facciata di prosperità si celano ombre inquietanti, rappresentate da frodi alimentari che minacciano la fiducia dei consumatori e arrecano danni significativi ai produttori onesti.
I recenti casi di contraffazione del miele biologico, scoperti in Abruzzo e nel veronese, hanno messo in luce le vulnerabilità del sistema di controllo e la necessità di un rafforzamento delle misure di tutela. L’operazione “Ape Pulita” ha portato al sequestro di ingenti quantitativi di miele e zucchero fraudolentemente etichettati come biologici, svelando l’utilizzo illecito di certificazioni e la presenza di gravi irregolarità. Questi episodi, purtroppo non isolati, sollevano interrogativi sull’efficacia dei controlli e sulla capacità del sistema di garantire l’autenticità dei prodotti biologici. Nicoletta Maffini, presidente di AssoBio, ha espresso preoccupazione per la vulnerabilità del settore del miele, particolarmente esposto a frodi sulla veridicità del prodotto e sulla sua origine biologica. FederBio, da parte sua, ha ribadito l’importanza di contrastare le truffe per proteggere i consumatori che scelgono prodotti biologici per la loro salute e per la tutela dell’ambiente. La contraffazione non solo danneggia economicamente le aziende agricole che operano nel rispetto delle normative, ma mina anche la credibilità dell’intero settore, disincentivando i consumatori e mettendo a rischio la crescita futura del mercato biologico. Il danno si estende anche all’immagine del Made in Italy, con ripercussioni negative sull’export e sulla reputazione dell’agricoltura italiana a livello internazionale.

Il ruolo delle certificazioni e le proposte per un sistema più efficace
Il sistema di certificazione rappresenta un pilastro fondamentale per garantire l’autenticità e la tracciabilità dei prodotti biologici. Gli organismi di controllo, autorizzati e vigilati dalle autorità competenti, svolgono un ruolo cruciale nel verificare la conformità delle aziende agricole alle normative in materia di produzione biologica. Tuttavia, i recenti casi di frode hanno evidenziato la necessità di un miglioramento continuo del sistema, con l’introduzione di strumenti più efficaci per contrastare la contraffazione e tutelare i consumatori. In questo contesto, le associazioni di categoria e gli esperti del settore hanno avanzato diverse proposte per rafforzare l’integrità del biologico italiano. Un provvedimento tangibile consiste nell’adozione del “Marchio del biologico italiano”, un sigillo riconoscibile che permetterebbe di individuare istantaneamente gli articoli prodotti esclusivamente con materie prime autoctone, esaltando così l’identità e il legame con la terra d’origine. Questo marchio, oltre a fornire una maggiore garanzia ai consumatori, rappresenterebbe un importante strumento di promozione per le aziende agricole italiane, consentendo loro di differenziarsi dalla concorrenza e di valorizzare la qualità dei propri prodotti.
Un ulteriore suggerimento si concentra sul rafforzamento dei meccanismi di controllo attraverso l’impiego di tecnologie digitali avanzate, capaci di assicurare una rintracciabilità completa e trasparente e una sorveglianza costante lungo tutta la catena produttiva. L’impiego di blockchain, sensori IoT e altre tecnologie innovative potrebbe contribuire a rendere più difficile la contraffazione e a garantire ai consumatori la certezza di acquistare prodotti autentici. L’Istituto Controllo Qualità Repressione Frodi (ICQRF), principale autorità di controllo del settore agroalimentare in Italia, svolge un ruolo fondamentale in questo contesto. Il Decreto legislativo 148/2023 ha assegnato all’ICQRF l’attività di vigilanza sugli enti certificatori, in concorso con le Regioni, con l’obiettivo di garantire affidabilità, trasparenza ed efficacia degli stessi. Le attività di supervisione hanno riguardato più del 30% degli Organismi di controllo e, in particolare, il 100% degli Organismi che operano nell’ambito delle produzioni biologiche. L’ICQRF, grazie alla sua competenza tecnica e alla sua presenza capillare sul territorio nazionale, rappresenta un punto di riferimento per la tutela della qualità e della sicurezza dei prodotti agroalimentari italiani. Tuttavia, alcuni esperti del settore ritengono che l’impianto normativo attuale sia eccessivamente burocratico e penalizzante per i produttori onesti.
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- 😡 Frodi nel bio? Inaccettabile! Serve un giro di vite......
- 🤔 E se il problema fosse la definizione stessa di 'biologico'......
Le sfide per gli agricoltori e la necessità di un approccio equilibrato
Gli agricoltori biologici italiani, pur impegnati in un modello di produzione sostenibile e rispettoso dell’ambiente, si trovano ad affrontare numerose sfide. L’instabilità geopolitica, gli eventi meteorologici estremi e il degrado ambientale comprimono i margini di profitto, rendendo difficile la sopravvivenza delle aziende agricole. Inoltre, la concorrenza sleale dei prodotti contraffatti e la complessità del sistema di certificazione rappresentano ulteriori ostacoli alla crescita del settore. In questo contesto, è fondamentale adottare un approccio equilibrato, che tenga conto delle esigenze degli agricoltori e delle aspettative dei consumatori. Da un lato, è necessario rafforzare i controlli e contrastare le frodi alimentari, garantendo la trasparenza e la tracciabilità dei prodotti biologici. Dall’altro, è importante semplificare le procedure burocratiche e ridurre i costi di certificazione, per non penalizzare eccessivamente i produttori onesti. Maria Letizia Gardoni, presidente Coldiretti Bio, ha sottolineato la necessità di “ricentrare il biologico nella sua dimensione agricola, legarlo saldamente al territorio di produzione ed affrontare un processo di evoluzione nel sistema di certificazione che possa essere sempre di più garante di un modello produttivo attento all’ambiente e alle persone di cui le aziende agricole italiane sono da tempo protagoniste”. Questo significa valorizzare il ruolo degli agricoltori come custodi del territorio e promotori di un’agricoltura sostenibile, in grado di preservare la biodiversità e di tutelare la salute dei consumatori.
FederBio ha evidenziato come le turbolenze geopolitiche, i fenomeni climatici estremi e la deteriorazione ambientale stiano riducendo i profitti degli agricoltori. Per invertire la rotta, è necessario riconoscere un “giusto prezzo” lungo l’intera filiera e premiare i modelli virtuosi che tutelano suolo e biodiversità. Questo implica un cambiamento di mentalità da parte di tutti gli attori della filiera, dai produttori ai distributori, fino ai consumatori, che devono essere disposti a pagare un prezzo equo per i prodotti biologici, riconoscendo il valore aggiunto in termini di qualità, sostenibilità e rispetto dell’ambiente. L’obiettivo finale è quello di creare un sistema virtuoso, in cui l’agricoltura biologica possa prosperare, garantendo la sicurezza alimentare, la tutela dell’ambiente e il benessere degli agricoltori. In definitiva, il futuro del biologico italiano dipende dalla capacità di trovare un equilibrio tra controlli efficaci e un sistema normativo che non penalizzi eccessivamente i produttori onesti. Solo così sarà possibile tutelare la fiducia dei consumatori e valorizzare il vero biologico italiano.
Un futuro tra innovazione e tradizione
Il settore biologico italiano si trova a un bivio: da un lato, la necessità di contrastare le frodi e di rafforzare i controlli; dall’altro, l’opportunità di innovare e di valorizzare le tradizioni agricole del nostro paese. La sfida è quella di coniugare questi due aspetti, creando un modello di produzione sostenibile e competitivo, in grado di rispondere alle esigenze dei consumatori e di tutelare l’ambiente. L’introduzione di nuove tecnologie, come la blockchain e i sensori IoT, può contribuire a rendere più trasparente e tracciabile la filiera, riducendo il rischio di contraffazioni. Allo stesso tempo, è fondamentale valorizzare le conoscenze e le competenze degli agricoltori, promuovendo la formazione e l’innovazione nel settore. Solo così sarà possibile garantire un futuro prospero all’agricoltura biologica italiana, un settore che rappresenta un’eccellenza del nostro paese e un modello per il mondo intero.








