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Nutriscore smascherato: ecco come difendere il made in italy

Scopri perché il sistema di etichettatura Nutriscore penalizza i prodotti italiani e come l'italia si batte per un'alternativa più equa e trasparente.
  • L'85% dei prodotti italiani IGP/DOP rischia di essere penalizzato.
  • Export agroalimentare a rischio: circa 28 miliardi di euro.
  • La commissione europea sembra abbandonare il progetto Nutriscore.

Un sistema di etichettatura controverso

Il Nutriscore, un sistema di etichettatura nutrizionale frontale (FOP) basato su un algoritmo che classifica gli alimenti attraverso un sistema a semaforo, continua a suscitare accesi dibattiti nel settore agroalimentare, in particolare in Italia. Questo sistema, ideato con l’obiettivo di fornire ai consumatori una sintesi immediata della qualità nutrizionale dei prodotti, si è trasformato in un terreno di scontro tra sostenitori e detrattori. Al centro della controversia c’è il metodo di calcolo del Nutriscore, che valuta gli alimenti in base alla presenza di nutrienti considerati negativi, come calorie, zuccheri, grassi saturi e sale, e positivi, come fibre, proteine, frutta e verdura. Il risultato finale viene espresso attraverso un codice colore che varia dal verde (A, il più salutare) al rosso (E, il meno salutare).
Questo approccio, sebbene apparentemente semplice e intuitivo, ha sollevato numerose critiche, soprattutto in relazione alla sua applicazione ai prodotti tipici della dieta mediterranea e alle eccellenze del Made in Italy. Molti produttori e associazioni di categoria sostengono che il Nutriscore penalizzi ingiustamente alimenti come l’olio extravergine di oliva, i formaggi stagionati e i salumi, che pur essendo ricchi di grassi o sale, sono anche fonti di nutrienti importanti e parte integrante di una tradizione alimentare secolare. L’85% dei prodotti italiani con marchio IGP/DOP, ad esempio, rischia di essere penalizzato, con conseguenze negative per l’export agroalimentare, stimato in circa 28 miliardi di euro.
Un esempio spesso citato è quello dell’olio extravergine di oliva, che a causa del suo contenuto di grassi potrebbe ricevere una classificazione non ottimale, nonostante le sue riconosciute proprietà benefiche per la salute cardiovascolare. Allo stesso modo, formaggi come il Parmigiano Reggiano, pur essendo un’eccellente fonte di calcio e proteine, potrebbero essere valutati negativamente a causa del loro contenuto di sale. Questa apparente contraddizione ha portato molti a mettere in discussione la validità del Nutriscore come strumento di informazione per il consumatore, sollevando dubbi sulla sua capacità di promuovere scelte alimentari veramente consapevoli.

La polemica sul Nutriscore si inserisce in un contesto più ampio, caratterizzato da una crescente attenzione alla salute e alla nutrizione, ma anche da una forte competizione tra i diversi sistemi di etichettatura alimentare. Mentre alcuni paesi europei, come Francia, Germania, Belgio e Spagna, hanno adottato il Nutriscore, altri, tra cui l’Italia, si sono schierati contro, proponendo alternative come il sistema Nutrinform Battery. Questo sistema, che si basa su una rappresentazione grafica a batteria, fornisce informazioni dettagliate sul contenuto di nutrienti in relazione alle porzioni raccomandate, senza esprimere un giudizio sintetico attraverso un codice colore. L’obiettivo è quello di fornire ai consumatori uno strumento più completo e trasparente, che permetta loro di valutare gli alimenti nel contesto di una dieta equilibrata.

Le ragioni dell’opposizione italiana

L’opposizione italiana al Nutriscore si fonda su una serie di argomentazioni che vanno oltre la semplice difesa dei prodotti tipici. Al centro del dibattito c’è la questione della rappresentatività e dell’accuratezza del sistema di valutazione. Molti esperti sostengono che il Nutriscore, basandosi su una valutazione standardizzata per 100 grammi di prodotto, non tenga conto delle reali porzioni consumate e delle abitudini alimentari dei singoli individui. Questo approccio rischia di penalizzare alimenti che, se consumati in quantità moderate e all’interno di una dieta equilibrata, possono apportare benefici per la salute.

Un altro punto critico riguarda la capacità del Nutriscore di distinguere tra i diversi tipi di grassi. L’olio extravergine di oliva, ad esempio, è ricco di grassi monoinsaturi, considerati benefici per la salute cardiovascolare, ma il Nutriscore non fa distinzione tra questi e i grassi saturi, considerati meno salutari. Questo porta a una valutazione penalizzante per un alimento che, in realtà, dovrebbe essere promosso come parte di una dieta sana.

Inoltre, il Nutriscore è accusato di semplificare eccessivamente la complessità della nutrizione, riducendo la valutazione degli alimenti a un semplice codice colore. Questo approccio rischia di disorientare i consumatori, portandoli a fare scelte alimentari basate su un’informazione incompleta e potenzialmente fuorviante. Molti esperti sostengono che sia necessario fornire ai consumatori informazioni più dettagliate e contestualizzate, che permettano loro di comprendere appieno le caratteristiche nutrizionali degli alimenti e di fare scelte consapevoli in base alle proprie esigenze e preferenze.

L’Italia, in alternativa al Nutriscore, ha promosso il sistema Nutrinform Battery, che si basa su una rappresentazione grafica a batteria per indicare la quantità di energia e nutrienti fornita da una porzione di alimento rispetto alle assunzioni di riferimento giornaliere. Questo sistema, pur non esprimendo un giudizio sintetico attraverso un codice colore, fornisce ai consumatori informazioni più dettagliate e complete, permettendo loro di valutare gli alimenti nel contesto di una dieta equilibrata. Tuttavia, anche il Nutrinform Battery è stato oggetto di critiche, soprattutto per la sua complessità e per la sua difficoltà di comprensione da parte dei consumatori meno esperti.

Cosa ne pensi?
  • Nutriscore? Un'opportunità per mangiare meglio 😋...ma c'è un però......
  • Il Nutriscore penalizza i nostri prodotti DOP 😠...una follia!...
  • E se il vero problema fosse un altro 🤔...guardiamo oltre il semaforo......

Gli interessi economici e politici in gioco

Dietro la controversia sul Nutriscore si celano anche importanti interessi economici e politici. Da un lato, ci sono le multinazionali del settore alimentare, che producono principalmente alimenti trasformati e ricchi di zuccheri, grassi e sale. Queste aziende potrebbero essere favorevoli a un sistema di etichettatura che mette in cattiva luce i prodotti freschi e naturali, favorendo così i propri prodotti, spesso caratterizzati da un Nutriscore più favorevole grazie all’aggiunta di additivi e alla riformulazione degli ingredienti.
D’altro canto, ci sono i governi europei, che potrebbero spingere per l’adozione del Nutriscore per motivi di salute pubblica, con l’obiettivo di ridurre l’incidenza di malattie croniche come l’obesità e il diabete. Tuttavia, dietro queste motivazioni si possono nascondere anche interessi politici, come la volontà di esercitare un maggiore controllo sul mercato alimentare e di influenzare le scelte dei consumatori.

L’Italia, in particolare, si è sempre opposta all’adozione del Nutriscore, sostenendo che questo sistema penalizzi ingiustamente le eccellenze del Made in Italy e metta a rischio un patrimonio di tradizioni e sapori secolari. Il governo italiano ha promosso attivamente il sistema Nutrinform Battery come alternativa al Nutriscore, cercando di coinvolgere altri paesi europei in questa iniziativa. Tuttavia, la strada verso un sistema di etichettatura alimentare condiviso a livello europeo è ancora lunga e tortuosa, caratterizzata da interessi contrastanti e da posizioni ideologiche divergenti.

Stando a quanto riportato da un’indagine di Radio France, pare che la Commissione Europea abbia optato per l’abbandono del progetto Nutriscore, influenzata dalle pressioni di diverse lobby, comprese quelle italiane, che da tempo si oppongono strenuamente a tale classificazione. Questa notizia, se confermata, rappresenterebbe una vittoria importante per l’Italia, ma non segnerebbe la fine del dibattito sull’etichettatura alimentare. La Commissione Europea, infatti, non intende rinunciare all’idea di un sistema di etichettatura armonizzato, e continuerà a lavorare in collaborazione con gli Stati membri per trovare una soluzione condivisa. L’obiettivo rimane quello di garantire ai consumatori informazioni trasparenti e accurate, che permettano loro di fare scelte alimentari consapevoli e di adottare uno stile di vita sano ed equilibrato.

Il ruolo del consumatore e la necessità di un’informazione corretta

Al di là delle dispute sull’algoritmo e sugli interessi in gioco, l’obiettivo principale dovrebbe essere quello di fornire ai consumatori un’informazione chiara, trasparente e completa, che permetta loro di fare scelte alimentari consapevoli. Un sistema di etichettatura efficace dovrebbe essere in grado di comunicare in modo semplice e comprensibile le caratteristiche nutrizionali dei prodotti, senza penalizzare ingiustamente le eccellenze del Made in Italy.

Il consumatore deve essere messo in condizione di comprendere appieno le informazioni fornite sull’etichetta, senza essere disorientato da semplificazioni eccessive o da messaggi fuorvianti. È necessario promuovere una cultura dell’alimentazione consapevole, che educhi i consumatori a leggere attentamente le etichette, a valutare criticamente le informazioni fornite e a fare scelte alimentari basate sulle proprie esigenze e preferenze.

L’Italia, in questo senso, ha un ruolo importante da svolgere. Il nostro paese, con la sua ricca tradizione agroalimentare e la sua cultura del cibo, può contribuire a promuovere un modello di etichettatura alimentare che valorizzi la qualità dei prodotti, la trasparenza delle informazioni e la consapevolezza dei consumatori. È necessario investire nell’educazione alimentare, sostenere la ricerca scientifica nel campo della nutrizione e promuovere un dialogo aperto e costruttivo tra tutti gli attori coinvolti nel settore agroalimentare.

Solo in questo modo sarà possibile superare le divisioni e le polemiche che hanno caratterizzato il dibattito sul Nutriscore e costruire un sistema di etichettatura alimentare che sia veramente utile per i consumatori e che tuteli il patrimonio agroalimentare italiano. La sfida è quella di conciliare le esigenze della salute pubblica con la valorizzazione delle tradizioni locali e la promozione di un’alimentazione sana, equilibrata e consapevole.

Verso un’etichettatura alimentare più evoluta: riflessioni conclusive

La discussione sul Nutriscore ha evidenziato una necessità impellente: quella di un sistema di etichettatura alimentare che vada oltre la semplice classificazione a semaforo. L’evoluzione del settore agricolo e delle tecnologie alimentari richiede un approccio più sofisticato, capace di valorizzare la biodiversità, la sostenibilità delle produzioni e la trasparenza delle filiere.

Il futuro dell’etichettatura alimentare potrebbe risiedere nell’integrazione di tecnologie digitali che permettano ai consumatori di accedere a informazioni dettagliate sui prodotti, come l’origine degli ingredienti, i metodi di produzione e l’impatto ambientale. L’utilizzo di codici QR o di app dedicate potrebbe consentire ai consumatori di personalizzare le informazioni visualizzate, in base alle proprie esigenze e preferenze, e di interagire direttamente con i produttori, per ottenere chiarimenti e approfondimenti.

Inoltre, è fondamentale promuovere la ricerca scientifica nel campo della nutrizione, per validare l’efficacia dei diversi sistemi di etichettatura e per identificare i modelli più adatti a promuovere scelte alimentari consapevoli e a prevenire le malattie croniche. L’etichettatura alimentare del futuro dovrà essere dinamica, interattiva e basata su evidenze scientifiche solide, in grado di adattarsi alle evoluzioni del mercato e alle nuove sfide della salute pubblica.

Amici, parliamo di agricoltura. Una nozione base correlata al tema dell’articolo è che la rotazione delle colture è fondamentale per mantenere la fertilità del suolo e ridurre la necessità di fertilizzanti chimici. Questo, a sua volta, incide positivamente sulla qualità nutrizionale degli alimenti. Passando a un concetto più avanzato, l’agricoltura di precisione, tramite l’uso di sensori e droni, permette di ottimizzare l’uso delle risorse, riducendo l’impatto ambientale e migliorando la qualità dei prodotti. Riflettiamo: un sistema di etichettatura trasparente e completo, che tenga conto anche di questi aspetti, potrebbe davvero fare la differenza nelle nostre scelte alimentari e nel futuro del nostro pianeta.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)
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