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- Cassa Depositi e Prestiti: 500 milioni di euro per imprese in Africa.
- Rifinanziata la "Nuova Sabatini" con 200 milioni (2026) e 450 milioni (2027).
- Fondo beni prima necessità: 500 milioni di euro per 2026 e 2027.
- Stanziati 500 mila euro (2026) e 1 milione (2027) per allevamenti cage-free.
- Taglio al Ministero: solo 7,8 milioni di euro stanziati per il 2026.
L’approvazione della Legge di Bilancio 2026, avvenuta in tempi recenti, ha scatenato un vasto confronto all’interno del panorama agricolo italiano. Da una parte, essa propone misure destinate a supportare le aziende e gli operatori del settore; dall’altra parte, sono presenti alcuni elementi critici che rischiano di comprometterne l’efficacia complessiva. Vogliamo quindi esaminare con attenzione i vari aspetti salienti di questa manovra economica, mettendo in luce le opportunità offerte e le difficoltà che si presentano all’agricoltura italiana.
Misure a sostegno del settore agricolo
La Legge di Bilancio 2026 prevede una serie di interventi a favore del settore agricolo, con l’obiettivo di sostenere la competitività delle imprese, promuovere l’innovazione e garantire la sicurezza alimentare. Tra le disposizioni più significative si distinguono:
Fino al 2026, la Cassa Depositi e Prestiti potrà continuare a erogare finanziamenti, con un limite complessivo di *500 milioni di euro, a favore di imprese con attività stabili nel continente africano, in linea con gli obiettivi del Piano Mattei. Questa misura mira a sostenere gli investimenti delle imprese italiane in Africa, favorendo lo sviluppo di filiere agroalimentari locali e garantendo l’approvvigionamento di materie prime strategiche.
Il rifinanziamento della “Nuova Sabatini”, con 200 milioni di euro per il 2026 e 450 milioni di euro per il 2027. Questo provvedimento è volto a sostenere gli investimenti in nuovi impianti e attrezzature da parte di piccole, medie e microimprese, incluse quelle operanti nei settori agricolo e agroindustriale.
La possibilità per le imprese agricole e agroindustriali danneggiate dal terremoto del maggio 2012 di accedere ai finanziamenti agevolati è stata estesa fino al 31 dicembre 2026.
Un aumento di *500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 è stato stanziato per il Fondo destinato all’acquisto di beni di prima necessità, riservato ai nuclei familiari con un ISEE massimo di 15 mila euro e utilizzabile tramite la Carta “Dedicata a Te”.
Il regime agevolativo Irpef sui redditi fondiari e agricoli per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola è stato prorogato al 2026.
La stabilizzazione a regime dal 2026 della disciplina transitoria sul lavoro occasionale in agricoltura.
Il credito d’imposta nella Zes unica per gli investimenti realizzati tra il 1° gennaio 2026 e il 15 novembre 2028 è stato esteso agli anni 2026, 2027 e 2028. A questo si aggiungono i crediti d’imposta riconosciuti per gli investimenti in beni strumentali destinati alle imprese attive nella produzione agricola primaria, nella pesca e nell’acquacoltura.
È stato istituito un Fondo dedicato alla transizione verso metodi di allevamento *cage-free, con un finanziamento previsto di 500 mila euro per l’anno 2026 e con un aumento a 1 milione di euro nel 2027.
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- Riduzione fondi al ministero? Un colpo basso per l'agricoltura... 👎...
- Zes agricola: un'arma a doppio taglio? 🤔 Cosa ne pensate......
Il ruolo del Mezzogiorno e la Zes agricola
Particolare enfasi è posta sul Mezzogiorno attraverso la creazione della Zes agricola. Questa iniziativa introduce aliquote fiscalmente vantaggiose fissate al 58% destinate alle piccole e medie aziende impegnate in investimenti su beni strumentali. L’intento è quello di potenziare la produttività nelle aziende agricole e fornire uno stimolo aggiuntivo alla loro funzione come motore economico nel Sud.
La Zes agricola si configura come una straordinaria opportunità volta a rivitalizzare il comparto agroalimentare meridionale, consolidando così il suo ruolo cruciale nell’ambito dell’economia italiana. Attraverso questa misura incentivante, le realtà imprenditoriali agricole del Sud avranno accesso a favorevoli condizioni fiscali mirate all’acquisto di macchinari all’avanguardia ed impianti moderni; ciò non può che promuovere un profondo processo di innovazione accompagnato dalla necessaria modernizzazione dell’intero settore.
Criticità e sfide
Pur essendo state elaborate delle misure a sostegno del settore agricolo nella Legge di Bilancio 2026, restano evidenti alcune problematiche potenzialmente limitanti per il suo impatto complessivo. Un aspetto particolarmente allarmante è rappresentato dalla diminuzione delle risorse assegnate al Ministero competente: si stimano solo 7,8 milioni di euro per il 2026, scendendo ulteriormente a 8,6 milioni di euro nel biennio successivo, fino ad arrivare a una cifra finale pari a 8,4 milioni di euro alla fine del triennio (nel termine del ciclo progettuale). Questo stato dei fatti potrebbe seriamente intaccare l’efficienza operativa dell’istituzione ministeriale nell’implementazione delle politiche necessarie ad affrontare le attuali sfide produttive ed ecologiche legate ai mutamenti climatici, così come alla proliferazione degli organismi nocivi alle coltivazioni.
In aggiunta, ulteriore inquietudine è venuta dalle associazioni professionali riguardo alla situazione della PAC: questa rimarrà inalterata anche nel corso del prossimo anno (il 2026), sebbene siano stati già pianificati alcuni minimi ritocchi sul piano economico. Il vero cambio avverrà solo con l’inizio della nuova programmazione programmata a partire dal 2027: pertanto, gli addetti ai lavori devono prepararsi alla contrattazione affinché non venga realizzata una fusione verso un Fondo Unico; tale eventualità potrebbe comportare gravi ripercussioni sull’equilibrio tra i vari comparti produttivi, favorendo altresì un depotenziamento dell’agricoltura rispetto ad altre aree economiche.
Verso un’agricoltura più sostenibile e resiliente: Riflessioni conclusive
La Legge di Bilancio 2026 si configura come una preziosa opportunità per esaminare le prospettive future dell’agricoltura nel nostro Paese. Risulta imperativo che le politiche destinate a questo comparto siano indirizzate verso l’adozione di approcci sempre più sostenibili, capaci non solo di resistere alle incertezze globali ma anche efficaci nella gestione delle risorse naturali.
Investimenti mirati in innovazione tecnologica devono essere perseguiti con determinazione; ciò implica incentivare lo sviluppo metodologico finalizzato a minimizzare l’impatto ecologico delle attività agricole quotidiane, accrescere i livelli produttivi ed elevare gli standard qualitativi dei beni ottenuti. Un’attenzione particolare deve essere rivolta alle filiere agroalimentari locali: essa prevede il riconoscimento del valore delle produzioni tradizionali oltre alla spinta al consumo locale mediante circuiti brevi come quello del “km zero”.
In tale scenario gli agricoltori assumono una funzione essenziale: essi incarnano il legame profondo con la terra ed emergono come attori chiave nel processo evolutivo verso forme agricole migliori. Sarà cruciale apprezzarne professionalmente l’operato tramite garanzie economiche adeguate mentre li si incoraggia a intraprendere percorsi formativi costanti.
Il settore agricolo gioca dunque un ruolo vitale nell’economia nazionale italiana nonché nella salvaguardia della nostra autonomia alimentare. Risulta cruciale che le politiche pubbliche si orientino verso una promozione efficace dell’agricoltura competitiva e sostenibile per assicurare un avvenire fruttuoso alle generazioni future.
Stimati lettori, concentriamoci su uno degli elementi cardine dell’agricoltura: la rotazione delle colture. Pur apparendo come una procedura semplice ed elementare a prima vista, essa si rivela essere essenziale per il benessere del suolo oltreché per garantire produzioni sostenibili nel tempo. L’alternanza delle diverse varietà vegetali sul medesimo appezzamento agricolo non solo previene il degrado nutrizionale, ma anche limita i danni causati da parassiti o malattie riscontrabili sulle piante stesse, mentre contribuisce a rafforzare la tessitura del terreno agricolo.
Tuttavia non dobbiamo limitarci a questo aspetto tradizionale; oggi possiamo sfruttare metodi innovativi forniti dall’agricoltura di precisione. Tramite impieghi incisivi come sensori all’avanguardia, droni intelligenti ed applicazioni informatiche sofisticate è possibile operare una sorveglianza costante riguardante lo stato sia del substrato sia della vegetazione circostante apportando interventi appropriati nei settori dell’irrigazione o della nutrizione della pianta. Tale strategia mira ad affinarne ulteriormente il rendimento, preservando nel contempo risorse preziose e riducendo così al minimo gli scarti prodotti durante queste attività agricole, oltreché limitando gli effetti collaterali sull’ambiente naturale circostante. Vi esorto ad approfondire il tema riguardo a come tali pratiche, associate a interventi di supporto mirati, possano giocare un ruolo cruciale nella creazione di un’agricoltura robusta, sostenibile* e in grado di rispondere efficacemente alle difficoltà future. È essenziale un sistema agricolo che non solo alimenti l’umanità, ma si impegni anche nella salvaguardia della bellezza e della fertilità del nostro pianeta per il bene delle generazioni future.
- Documento ufficiale del Senato con il testo della Legge di Bilancio 2026.
- Comunicato stampa CDP sul finanziamento di progetti in Africa, Piano Mattei.
- Pagina ufficiale per approfondire il rifinanziamento della Nuova Sabatini.
- Dettagli e istruzioni ufficiali INPS sulla Carta "Dedicata a te" per il 2025.








