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Addio a Carlotto: L’uomo che ha salvato le montagne!

La scomparsa di Natale Carlotto, figura chiave per l'agricoltura e le aree montane, riaccende il dibattito sulla necessità di valorizzare e tutelare il patrimonio montano italiano.
  • Carlotto ha guidato Coldiretti Cuneo per ben 31 anni.
  • Eletto per 5 legislature tra il 1976 e il 1994.
  • La legge n. 97 del 1994 è un punto di riferimento.

La provincia di Cuneo e il mondo agricolo piangono la scomparsa di Natale Carlotto, figura storica che ha segnato profondamente il panorama politico e sindacale italiano. Nato nel 1931 a Ceva, Carlotto si è spento il 3 gennaio 2026, all’età di 94 anni, presso la residenza Villa Fiorita di Montefallonio a Peveragno. I funerali si terranno il 5 gennaio nella chiesa di Spinetta di Cuneo.

Una vita dedicata all’agricoltura e alla politica

La vita di Natale Carlotto è stata indissolubilmente legata al mondo agricolo, in particolare alla Coldiretti, dove ha militato per oltre 70 anni. Dal 1960 al 1991, per ben 31 anni, ha ricoperto il ruolo di direttore della Coldiretti di Cuneo, guidando l’organizzazione con competenza e dedizione. Successivamente, dal 1995 al 2010, ha assunto la presidenza della Federpensionati Nazionale Coldiretti, portando avanti le istanze dei pensionati agricoli con passione e determinazione. Il suo impegno non si è limitato all’ambito sindacale: Carlotto è stato anche un politico di spicco, eletto per cinque legislature tra il 1976 e il 1994, prima come deputato e poi come senatore della Democrazia Cristiana. Durante il suo mandato parlamentare, ha contribuito attivamente all’attività legislativa, presentando numerose proposte di legge e interrogazioni.

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L’eredità legislativa di Natale Carlotto

Tra i risultati più significativi dell’attività parlamentare di Carlotto spicca la legge n. 97 del 1994, conosciuta come “Legge Carlotto” sulla montagna. Questa legge, considerata l’ultima legge organica della Repubblica dedicata alla montagna, rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per lo sviluppo e la tutela delle aree montane italiane. La legge Carlotto affronta temi cruciali come la fiscalità, le condizioni di lavoro, il contrasto alla desertificazione economica e sociale, promuovendo una visione integrata e sostenibile della montagna come territorio abitato, produttivo e vivo. L’assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo, ha sottolineato come Carlotto abbia saputo interpretare la montagna non come spazio marginale, ma come territorio da valorizzare, anticipando temi oggi al centro del dibattito pubblico, come l’autoproduzione di energia, le dinamiche comunitarie e la gestione attiva del territorio.

Un uomo di dialogo e di visione

Natale Carlotto è ricordato come un uomo di dialogo, capace di confrontarsi con interlocutori di diverse posizioni politiche e ideologiche. Gianfranco Falco, presidente di Cia Cuneo negli anni in cui Carlotto guidava la Coldiretti, ha testimoniato come, nonostante le iniziali contrapposizioni ideologiche, si sia instaurato un rapporto di stima e collaborazione reciproca, sfociato in iniziative comuni a favore del territorio. Carlotto era animato da una profonda passione per l’agricoltura e per la montagna, che ha saputo tradurre in un impegno costante e concreto a favore delle comunità rurali e della provincia di Cuneo. Il suo contributo è stato fondamentale per lo sviluppo del settore agricolo e per la valorizzazione delle aree montane, lasciando un’eredità duratura che continua a ispirare le politiche e le azioni a favore del territorio.

Un’eredità da custodire e valorizzare

La scomparsa di Natale Carlotto rappresenta una perdita significativa per il mondo agricolo e per la politica italiana. La sua figura di uomo di dialogo, di legislatore lungimirante e di appassionato difensore del territorio montano rimarrà un esempio da seguire per le future generazioni. Come ha sottolineato l’Uncem, l’Unione Nazionale dei Comuni Montani, la montagna piemontese e italiana deve dire “grazie” a Natale Carlotto per il suo impegno e per la sua visione. La sua legge sulla montagna, la n. 97 del 1994, rappresenta un patrimonio da custodire e valorizzare, un quadro normativo che, purtroppo, è rimasto in parte inattuato, ma che conserva ancora oggi una straordinaria attualità per visione e contenuti.

Riflessioni sull’importanza dell’agricoltura montana

La figura di Natale Carlotto ci invita a riflettere sull’importanza dell’agricoltura montana, un settore che svolge un ruolo fondamentale nella tutela del territorio, nella conservazione della biodiversità e nella produzione di alimenti di qualità. L’agricoltura montana, per sua natura, è un’attività complessa e impegnativa, che richiede competenze specifiche e un forte legame con il territorio. Una nozione base di agricoltura ci insegna che la rotazione delle colture è fondamentale per mantenere la fertilità del suolo e prevenire l’insorgenza di malattie e parassiti. In montagna, questa pratica assume un’importanza ancora maggiore, in quanto contribuisce a preservare la stabilità dei versanti e a prevenire l’erosione del suolo.

Un concetto di agricoltura avanzata, applicabile al contesto montano, è l’agricoltura di precisione, che utilizza tecnologie innovative come i sensori remoti, i droni e i sistemi di geolocalizzazione per ottimizzare l’uso delle risorse e ridurre l’impatto ambientale. L’agricoltura di precisione consente di monitorare in tempo reale le condizioni del suolo e delle colture, di individuare le aree che necessitano di interventi specifici e di distribuire in modo mirato acqua, fertilizzanti e fitofarmaci. In questo modo, è possibile aumentare la produttività, ridurre i costi e preservare l’ambiente.

La scomparsa di Natale Carlotto ci offre l’occasione per riflettere sul futuro dell’agricoltura montana e sulle sfide che essa dovrà affrontare nei prossimi anni. Sarà fondamentale investire nella ricerca e nell’innovazione, sostenere le imprese agricole che operano in montagna e promuovere un modello di sviluppo sostenibile che valorizzi le risorse del territorio e tuteli l’ambiente. Solo così potremo onorare la memoria di Natale Carlotto e continuare a costruire un futuro migliore per le nostre montagne.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)
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