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- STEPS: percorsi formativi e collaborazioni nel settore Ho.Re.Ca.
- Cantina Sociale: 900 ettari di vigne e 260 soci.
- 85% da uva barbera, conferiti 70.000 quintali di barbera.
- Quattro individui coinvolti in tirocini retribuiti di 6 mesi.
L’agricoltura come motore di inclusione sociale e opportunità di lavoro per persone fragili: un modello virtuoso dal Borgomanerese al Monferrato Astigiano
Integrazione e lavoro: il convegno “L’orgoglio di lavorare insieme”
Nel cuore del Borgomanerese, l’agricoltura si rivela un potente strumento di inclusione sociale e di creazione di opportunità lavorative per persone con fragilità e cittadini stranieri. Il convegno “L’orgoglio di lavorare insieme – Agricoltura e responsabilità sociale d’impresa”, tenutosi presso il Museo della Civiltà Contadina “La Manèra” a Santa Cristina di Borgomanero, ha posto l’accento sull’importanza di fare rete tra istituzioni, imprese e terzo settore per promuovere la sostenibilità sociale nel settore agricolo. L’incontro, componente del progetto STEPS supportato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, ha fornito una panoramica aggiornata su metodologie, orizzonti e difficoltà legate alla sostenibilità sociale all’interno delle aziende agricole. L’obiettivo primario è quello di creare concrete opportunità di inserimento lavorativo, rafforzando al contempo il tessuto imprenditoriale locale attraverso la responsabilità sociale.
Stefano La Malfa, presidente della Cooperativa Sociale Raggio Verde, ha sottolineato come l’agricoltura possa rappresentare un motore fondamentale non solo per l’economia, ma anche per l’inclusione sociale e la sostenibilità. L’iniziativa STEPS ha già attivato percorsi formativi e nuove collaborazioni, con un’attenzione particolare al settore Ho. Re. Ca., appoggiandosi al Collegio Don Bosco e beneficiando del supporto di Zoppis Srl Società Benefit per facilitare l’ingresso di nuovi addetti nel campo della ristorazione, un ambito che sta fronteggiando una crescente difficoltà nel reperire manodopera qualificata.

- 🌱 Che bello vedere l'agricoltura come motore di inclusione......
- 🤔 Ma siamo sicuri che questo modello sia replicabile ovunque......
- 🤯 E se invece di considerare l'agricoltura 'sociale' la chiamassimo......
La cooperazione come modello di inclusione: l’esperienza nel Monferrato Astigiano
L’esperienza del Monferrato Astigiano, con l’incontro tra la Cooperativa Sociale Elsa e la Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli, rappresenta un esempio virtuoso di come la cooperazione possa unire mondi diversi attraverso legami umani, responsabilità condivise e un’idea di impresa che nasce dalla terra e ritorna alle persone. Maurizio Bologna, presidente di entrambe le cooperative, ha portato avanti una visione che mette le persone al centro, promuovendo percorsi di vita autonoma e lavoro protetto per persone con difficoltà. La Cooperativa Sociale Elsa, nata dall’esperienza diretta sul campo, ha creato strutture che accolgono persone con disabilità, promuovendo l’ascolto, l’accettazione dei tempi individuali e il coinvolgimento delle famiglie in un lavoro di rete.
La Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli, una delle più importanti del Piemonte, conta 900 ettari di vigne e riunisce 260 soci produttori, custodendo tradizioni familiari all’interno di un progetto collettivo. Ogni anno vengono conferiti circa 70.000 quintali di Barbera, di cui l’85% provenienti proprio da uva barbera. La cooperativa Elsa, in partnership con l’azienda agricola Cascina Chiarina, associata alla Cantina Barbera Sei Castelli, ha ideato percorsi formativi e mansioni agricole semplici per alcuni dei residenti delle comunità. Il lavoro nei campi, con i suoi ritmi naturali e l’enfasi sulla concretezza, offre un ambiente dove gli individui possono mettersi alla prova senza la pressione della prestazione, scoprire attitudini celate e sentirsi parte attiva di un processo tangibile.
Iniziative a Borgomanero per l’inserimento lavorativo di persone trapiantate e dializzate
La Cooperativa Lavoro Malgrado Tutto di Borgomanero, da anni impegnata nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, ha avviato un nuovo progetto in collaborazione con l’Associazione Pronefropatici – Fiorenzo Alliata e la Struttura Complessa di Nefrologia dell’Ospedale di Borgomanero, per favorire l’inserimento lavorativo di persone trapiantate e dializzate. L’iniziativa, sostenuta dalla Fondazione Comunitaria del Novarese Onlus e da imprenditori locali, prevede l’assegnazione di borse lavoro per la produzione e lavorazione di prodotti alimentari del territorio e lavori di minuteria presso la cooperativa. L’obiettivo è quello di creare una nuova linea di lavoro che garantisca opportunità concrete nel tempo, offrendo dignità e autonomia economica a persone che hanno affrontato sfide mediche significative.
Quattro individui sono stati coinvolti in un tirocinio retribuito di sei mesi, ricevendo sussidi per impieghi legati alla produzione e trasformazione di prodotti agroalimentari locali, oltre a compiti di assemblaggio e rifinitura presso la cooperativa. La commissione, presieduta da Luciano Chiesa, ha provveduto alla raccolta delle domande e alla valutazione dei candidati secondo gli indicatori economico sociali (ISEE).
Un futuro di inclusione e sostenibilità: il ruolo chiave dell’agricoltura sociale
L’agricoltura sociale si configura come un modello innovativo e promettente per affrontare le sfide dell’inclusione sociale e della sostenibilità ambientale. Le esperienze descritte, dal Borgomanerese al Monferrato Astigiano, dimostrano come l’agricoltura possa rappresentare un’opportunità concreta per creare lavoro dignitoso, promuovere l’integrazione di persone fragili e valorizzare le risorse del territorio. La chiave del successo risiede nella capacità di fare rete tra istituzioni, imprese e terzo settore, creando sinergie e progetti condivisi che mettano al centro la persona e il suo benessere.
L’agricoltura sociale non è solo un’attività economica, ma un vero e proprio strumento di cambiamento sociale, capace di generare valore economico, ambientale e umano. Investire in agricoltura sociale significa investire in un futuro più inclusivo, sostenibile e resiliente, in cui nessuno viene lasciato indietro.
Amici lettori, riflettiamo un attimo su quanto l’agricoltura possa essere più di una semplice attività produttiva. Pensate a quanto sia importante la rotazione delle colture per mantenere la fertilità del suolo e prevenire l’esaurimento delle risorse. Questa pratica, che i nostri nonni conoscevano bene, è un esempio di come l’agricoltura possa essere sostenibile e rispettosa dell’ambiente.
E se andassimo oltre? L’agricoltura di precisione, con l’utilizzo di sensori e droni, ci permette di monitorare lo stato delle colture e intervenire in modo mirato, riducendo l’uso di pesticidi e fertilizzanti. Questa è l’agricoltura del futuro, un’agricoltura che unisce tradizione e innovazione per creare un mondo migliore.
Ma cosa possiamo fare noi, nel nostro piccolo? Sostenere i produttori locali, scegliere prodotti biologici e a km 0, e magari anche coltivare un piccolo orto sul balcone. Sono piccoli gesti che possono fare la differenza, e che ci permettono di riscoprire il valore della terra e del lavoro agricolo.








